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Sul surriscaldamento climatico molti gridano al disastro, altri minimizzano
Sindrome da catastrofe o indifferenza
Visioni a confronto: il metereologo Giancarlo Bonelli e il documentarista Folco Quilici
di Mario De Pizzo
L'aumento delle temperature genera molteplici divisioni, non solo in campo politico. Sembra si fronteggino due veri e propri partiti. I catastrofisti e i negazionisti: il clima come ultima frontiera dell'ideologia.
Al vertice di Copenaghen le Nazioni si sono divise sicuramente per ragioni economiche: tagliare le emissioni di anidride carbonica costa tantissimo e in ballo ci sono anche gli aiuti che le superpotenze dovrebbero concedere ai Paesi emergenti, per riconvertire il loro approvvigionamento energetico. Dietro queste ragioni, resta un interrogativo di fono: il clima sta davvero cambiando così drammaticamente?
Il colonnello Giancarlo Bonelli annuncia le previsioni del tempo tutti i giorni ai telespettatori del Tg2. Secondo il metereologo, «il clima è sostanzialmente un equilibrio che l'uomo altera immettendo energia nell'atmosfera». Bonelli afferma che è necessario ridurre sia il ricorso a combustibili fossili (petrolio, carbone, metano) sia l'uso di energia: «non dobbiamo di certo tornare alla candela, ma dobbiamo senz'altro ridmensionare i nostri consumi».
Folco Quilici è un noto documentarista. Ha girato il mondo per filmare e fotografare la natura e giudica eccessiva la sindrome da catastrofe attorno al global warming. «Il clima cambia da sempre. L'incidenza dell'uomo poi è scarsa, ci sono fatti geologici e cose come le grandi maree che incidono notevolmente di più dell'uomo. Certo, le emissioni di anidride carbonica vanno tagliate, ma perché se le tagliamo viviamo meglio, non perché modifichino le temperature».
AUDIO
Intervista a Giancarlo Bonelli
Metereologo
AUDIO
Intervista a Folco Quilici
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