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Il significato antropologico della festa popolare
Un microcosmo complesso
Freud e Durkheim, tra trasgressione e recupero delle radici
di Francesco Trapanotto
La festa popolare è un microcosmo complesso in cui è stabilita la riaffermazione dell’ordine sociale esistente e, nello stesso tempo, la sua negazione. La festa è una totalità di elementi che riproducono il mondo della vita quotidiana per affermarlo, negarlo o migliorarlo. Già Freud, in “Totem e tabu”, aveva parlato della trasgressione della festa. Saltano le regole che costringono il vivere quotidiano; ognuno esce dal suo ruolo sociale per rientravi il giorno dopo rigenerato.
Come nel Carnevale, il mondo alla rovescia, le barriere sociali vengono abbattute. Il Carnevale, modello esemplare della trasgressione festiva, viola ogni abitudine per mettere in discussione le norme della comune decenza. Anche le barriere temporali non esistono: alle lancette dell'orologio si sostituiscono i rituali della cerimonia.
La comunità interrompe il flusso ordinario del tempo per entrare momentaneamente in una dimensione svincolata dalle convenzioni. In questa parentesi il gruppo riscopre le sue radici. Durkheim e Mauss, infatti, interpretano il fenomeno festivo come occasione di recupero periodico delle origini e radici del gruppo. Gli eccessi festivi contribuiscono a ricreare lo stato originario di caos da cui si è generato l’ordine, recuperando le origini fondanti e ripetendo il processo attraverso cui si è costituito l’ordine sociale.
Secondo l’antropologo italiano, Vittorio Lanternari, il fenomeno “festa” ha due componenti comuni: una di ordine psicologico e l’altra di ordine istituzionale. La prima è riassumibile nel “sentimento di festa”, la cui funzione collettiva è catartica. La seconda comporta un’organizzazione ed una regolamentazione da parte del gruppo (qualunque esso sia: famiglia, partito, classe sociale, sesso, ecc.). Il fattore costitutivo è un quadro di riferimento ideologico preposto alla festa che si richiama ad un mito, all’immagine di un santo cristiano, un momento critico dell’esistenza o un evento storico, che viene commemorato e ritualizzato.
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